Cos’è?
Il muscolo tibiale posteriore appartiene al gruppo dei muscoli della gamba dove ha origine dalla membrana interossea e dalle superfici vicine alla tibia e alla fibula. Il tendine si estende in basso dietro al malleolo mediale fina a raggiungere il sostentacolo dell’astragalo e la tuberosità dell’osso navicolare per poi dividersi in due fasci nella pianta del piede. Ciò lo rende un principale stabilizzatore dinamico dell’arco longitudinale mediale del piede e il più potente muscolo supinatorio.
La disfunzione o la tendinopatia tibiale posteriore è una delle patologie più frequenti negli atleti che svolgono attività di impatto. Sottolineiamo che questa lesione è praticamente inesistente nei bambini sani e negli adulti che non svolgono attività fisica.
Quando si manifesta?
Il sintomo più comune è un dolore localizzato sul lato interno della caviglia. In molte occasioni questa patologia può apparire asintomatica.
Le cause più frequenti sono di origine:
- Infiammatorie;
- Microtraumatiche;
- Degenerative.
La funzionalità del tendine e la mobilità dell’articolazione sottoastragalica rientrano nei criteri di valutazione.
Come si cura?
L’ecografia è essenziale nella diagnosi delle tendinopatie da tibiale posteriore, utile nell’osservare versamenti edematosi che interessa la guaina di rivestimento del tendine o processi degenerati della struttura stessa.
I vari trattamenti che si raccomandano per la tendinopatia del tibiale posteriore sono i seguenti:
- Applicazione di ghiaccio nella zona interessata per ridurre l’infiammazione nei casi più acuti;
- Uso di antinfiammatori per alleviare il disagio;
- Utilizzo di plantari su misura per ridurre le forze di pronazione del piede;
- Esercizi di stretching e potenziamento;
- Perdita di peso;
- Tecniche di terapia manuale eseguite da professionisti esperti;
- Tecnica Elettrolisi Percutanea Terapeutica (EPTE) con guida ecografica per rigenerare il tessuto colpito;
Trattamento chirurgico.







